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Milleuna. L'incontro fra eccellenze all'avanguardia.

13.06.2019

Ballerina, performer, pianista e filosofa, Valeria Magli è stata artista poliedrica che nella sua carriera ha incontrato tra i più grandi maestri d'arte del Secolo scorso: Ètienne Decroux, John Cage, Merce Cunningham, Pierre Klossowski.

Viene riconosciuta soprattutto per aver dato origine, negli anni Ottanta, alla ricerca "Poesia ballerina", un genere particolarissimo che unisce danza e poesie celebri, accompagnate dalle scenografie più varie.

Le sue performance sono state presentate a Nizza, Parigi, New York, Madrid, Milano, Spoleto, Venezia.

 

 

Poco nota tra lenuove generazioni, Valeria Magli è stata definita “la musa dei poeti”, ha dato vita a spettacoli visionari echeggianti l’estetica di Duchamp e dei Surrealisti. La sua instancabile originalità e la sua ricca poetica le sono valse, nel 2004, l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana. 

Tra i suoi lavori memorabili che approfondiscono questa ricerca sinergica, oggi, non potremmo che ricordare "Le MIlleuna": lavoro nato grazie alla stretta collaborazione tra la Magli, Nanni Balestrini (poeta autore dei testi utilizzati nella performance) e Demetrio Stratos (interprete dei testi, scomparso prematuramente quarant'anni fa il 13 giugno).

 

I tre artisti si trovano e costruiscono insieme una favola danzata sulla sola voce di Stratos, che per un'ora, senza l'accompagnamento di nessuno strumento interpreta le parole di Balestrini.

 

Marinella Guatterini, nel 1980 ne scriva su L'Unità:

"Piacevole, raffinata e spregiudicata azione in danza di Valeria Magli, costruita su testo poetico di Nanni Balestrini recitato, sussurrato, parlato e gridato da Demetrio Stratos.

Milleuna è favola dell'ambiguità e della discrepanza tra voce e corpo.
Può essere mentale il corpo? Può essere plastica la voce?

Ci voleva la bravura di Stratos per dare corpo a quelle 100 parole più una (la parola iniziale) ripetute 10 volte in ordine prima crescente poi decrescente.

E occorreva quel movimento rigido controllato e assente della Magli per dimostrare che il corpo può essere anche un'idea.
La sua è una danza quasi ferma, sospesa nei rapidi colpi di luce, ma continua e improvvisata anche nel buio. Non ci sono riferimenti evidenti. La sequenza dei movimenti intende contraddire la materialità della voce. Il meccanismo risulta assai divertente soprattutto per chi ama le formule chimiche, le combinazioni, gli schemi.

Ma c'è anche da indagare nella memoria individuale e nelle immaginazioni."

 

La ricerca quindi pone come punto focale il contrasto tra la materia del corpo e l'evanescenza della voce che si incastrano e si scambiano. La voce unica di Stratos diventa presente come un corpo sulla scena, mentre il corpo della danzatrice si svuota e diventa volatile come la voce. 

 

Performance diventata disco (di seguito la versione integrale), Le Milleuna è testimonianza della sinergia bella che scorreva tra gli artisti in quegli anni, quando l'arte diventava campo di battaglia e tavolo di sperimentazione per scoprire frontiere nuove e non farsi intimorire dai confini delle singole discipline.

 

 

Oggi, quarant'anni fa, moriva Demetrio Stratos, che da un limite (quello della sua malformazione alla laringe) ha avuto l'intuizione di trovare lo strumento con cui rompere i suoi confini diventando simbolo di un'innovazione nella musica che è rimasta irripetuta.

 

 

 

M.C.

 

 

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