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Musica e libertà. Oggi è il compleanno di "The Blues Brothers"

20.06.2019

 

"Everybody in the whole cell block 
Was dancin' to the Jailhouse Rock"

Canta scatenata l'ultima traccia della colonna sonora del film culto che il 20 giugno del 1980 usciva per la prima volta nelle sale cinematografiche americane.

 

Il film riporta un successo incredibile e una volta esportato oltreoceano, "The Blues Brothers" è diventato il primo film americano ad incassare più all'estero che in patria.

La critica statunitense non fu entusiasta quanto quella europea: paragonata alla coppia Gianni e Pinotto per la comicità elementare ed effimera dalle testate americane, in Italia la coppia Belushi-Aykroyd restituisce alle sale cinematografiche una delle "sorprese dell'anno".

Ma si sa... Nemo propheta in patria.

Solo il tempo ha dato al film diretto da John Landis le giuste ricompense e oggi è, a ragione, definito film culto e rientra a pieno titolo nelle classifiche dei film più amati dal pubblico.

Perché?

Forse per la storia comica/avventurosa/sarcastica che a cuor leggero racconta di rocambolesche situazioni, non proprio quotidiane ma del tutto verosimili, che portano i protagonisti ad arrangiarsi nei modi più fantasiosi per trovare soluzioni.

Forse proprio per la coppia di attori, improbabili fratelli, che è diventata iconica.

Forse per la musica travolgente che è protagonista indiscussa della pellicola e racchiude hit che fanno ballare ancora e ancora.

Forse per le trovate talvolta buoniste, talvolta dissacranti, ma mai grevi che fanno scegliere a ex criminali di redimersi facendo del bene attraverso la musica.

Forse per la celebrazione dell'arte, capace di diventare risolutiva anche davanti agli imprevisti.

Forse per tutte queste cose insieme.

 

Noi lo vogliamo celebrare proprio per la freschezza la leggerezza, per quell'atmosfera di festa che ha visto riuniti dei mostri sacri della musica e del cinema attorno a un'idea di libertà.

Tra questi ricordiamo Ray Charles, Aretha Franklin, Carrie Fisher, James Brown e tutti gli altri amici che hanno accompagnato, anche nelle fasi più difficoltose delle riprese (dovute ai veri eccessi di John Belushi), la creazione del film che tutti oggi amano.

Ci piace pensare che il primo pensiero di un uomo tornato libero sia quello di tornare a fare musica e vedere come, tra una risata e un colpo di scena, la musica salvi.

 

 

M.C.

 

 

 

 

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