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Una Kermesse al pomodoro

 

La nuova edizione del Festival di musica antica di Utrecht (https://oudemuziek.nl/festival/festival-2019/) che si svolgerà dal 23 agosto al 1 settembre è dedicata a Napoli e sulla copertina del libro del fittissimo programma il nome della città campeggia sulla foto di una tavola imbandita con in primo piano un enorme piatto di spaghetti ai frutti di mare. L’immagine contrasta con il sovratitolo “Capitale musicale dimenticata” e i luoghi comuni sono reiterati sul retro della copertina, interamente occupato da un ritratto di pomodori San Marzano. L’arguto director-manager Xavier Vandamme nel breve testo di presentazione dichiara che questo festival giustappone il presente di Napoli al passato, e la sola lettura del programma fa girare la testa per la quantità di eventi giornalieri. L’inaugurazione è affidata allo Huelgas Ensemble che presenterà tre concerti diurni, praticamente uno di seguito all’altro, abbracciando quasi tre secoli di musica a Napoli nel segno dell’innovazione, dal Quattrocento alla prima metà del Seicento.
Lo schema quotidiano ha orari fissi ed è ben segnalato.
Ogni giorno alle 9.30 ci sono le conferenze, le prime tre affidate a Dinko Fabris.
Alle 11.00 è programmata la serie di concerti del mattino nella grande sala del TivoliVredenburg; parallelamente nella Janskerk si svolgeranno le conversazioni e incontri intitolati “Storie napoletane” organizzati dal co-curatore del festival Thomas Höft, drammaturgo e regista, nei quali si parlerà della teatralità della città “paradiso abitato da diavoli” e “laboratorio del futuro”.
Alle 13.00 la serie di concerti meridiani che si svolgono nella Lutherse Kerke e che  prevede un clavicembalista al giorno, la maggior parte dei quali sono italiani: Enrico Baiano, Marco Mencoboni, e i giovani in età decrescente Andrea Buccarella, Giovanni Paganelli e Cristiano Gaudio.
Alle 15.00 la prima serie di concerti pomeridiani di numerosi ensemble vocali e strumentali, ma nei fine settimana ne sono previsti due contemporaneamente.
Alle 16.00 nelle strade del centro si ascolteranno i concerti di Malgosia Fiebig e di altri suoi colleghi carrilloneur irradiati dalla grande Torre del Duomo, basati su trascrizioni e adattamenti di musiche di autori della scuola napoletana fatti per le numerose campane del celebre carillon trajectino.
Alle 17.00 la seconda serie di concerti pomeridiani, anche in questo caso doppi quelli dei due fine settimana, che vedrà all’opera altri ensemble che esploreranno il ricco mondo della musica partenopea.
Alle 18.30 nei brevi incontri della serie “What’s new?” musicisti e studiosi racconteranno delle loro ricerche.
Alle 20.00 i grandi concerti che rappresentano il clou della giornata, e dulcis in fundo alle 22.30 i concerti che segnano la conclusione di ciascun tour de force quotidiano del Festival di musica antica di Utrecht. Parte dei concerti di prima serata vengono trasmessi in diretta dalla radio olandese, e spesso anche da altre radio del circuito della EBU (European Broadcasting Union), compresa la Rai che sulle frequenze di Radio3Suite trasmetterà il 24 agosto il concerto del Coro e Orchestra Ghislieri dedicato alla Messa in re maggiore di Pergolesi e al Dixit Dominus di Jommelli, il 25 gli Stabat Mater di Palestrina, Scarlatti, Pergolesi e Pärt eseguiti da Gli Angeli Genève e Quatuor Sine Nomine, e il 27 il concerto “Farinelli, Farinelli!” proposto da Stile Galante con il mezzo-soprano Ann Hallenberg.   


Il programma di quest’anno, se comparato a quello delle precedenti edizioni, sembra ancora più fitto, e naturalmente al suo interno figurano diversi musicisti italiani, a cominciare da quelli in residenza, Marco Mencoboni con il suo ensemble Cantar Lontano, che nella grande sala del TivoliVredenburg potrà disporre i musicisti in diversi punti riproducendo una prassi antica per interpretare i Vespri del musico della corte napoletana Diego Ortiz, e Giulio Prandi che alla guida del Coro e Orchestra Ghislieri eseguirà musiche sacre della scuola partenopea tra Sei e Settecento. Immancabili le star della musica antica Cristina Pluhar con il suo ensemble  L’Arpeggiata, e Jordi Savall con La Capella Reyal de Catalunya e Hespèrion XXI. 
Tra gli eventi da segnalare c’è anche il concerto di addio dell’Ensemble Daedalus diretto da Roberto Festa, e le prime esecuzioni in epoca moderna delle arie dalle opere di Gennaro Manna interpretate dall’Abchordis Ensemble, e della Passione secondo Marco di Giovanni Maria Trabaci proposta da Concerto Soave. 
Oltre alla partecipazione nella prima serata inaugurale intitolata “Passeggiate napoletane” nella quale interverranno diversi artisti, nel programma c’è un solo concerto del musicista che più di ogni altro ha contribuito alla riscoperta dell’immenso tesoro del patrimonio musicale partenopeo, Antonio Florio, che con la sua Cappella Neapolitana (ex-Pietà dei Turchini) eseguirà arie di Mancini, Vinci, Paisiello e altri compositori, con il cantante e attore Pino De Vittorio che è il simbolo vivente di una tradizione a cavallo tra passato e presente.
Sul sito del festival (https://oudemuziek.nl/home/) ci sono anche una guida per aiutare a scegliere tra gli innumerevoli concerti quelli più idonei ai propri gusti musicali, due brevi documentari uno sulla città di e con Thomas Höft e l’altro sulla musica con Andrea Buccarella e Mariafederica Castaldo, e gli indefinibili tutorial di Marco Mencoboni in sintonia con l’immagine di copertina del libro del programma.
Nel corso del festival si svolgeranno anche lo Stimu-Symposium dedicato quest’anno al violino barocco, la International Van Wassenaer Competition la cui cadenza a partire da questa edizione da biennale diventerà annuale, gli eventi della sezione  Fringe, l’esposizione di strumenti musicali storici, e tutto si concluderà con il concerto dell’ensemble Vox Luminis che eseguirà lo Stabat Mater di Domenico Scarlatti. 

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