Andris Nelsons e i Berliner sfidano la neve e il Covid

Mentre Berlino saluta la prima neve la Philharmonie prosegue nel tentativo di difendere la musica da un nuovo impietoso attacco di matrice covid. I contagi aumentano in maniera esponenziale ma la musica non si ferma e l’accesso al celebre edificio in veste color oro è disciplinato con estremo rigore dalla regola delle 2G. Ossia si entra, con obbligo di mascherina, solo se vaccinati o guariti. La sala è gremita, sul palco i membri dei Berliner Philharmoniker attendono l’ingresso di Andris Nelsons, direttore musicale della Boston Symphony Orchestra e Kapellmeister della Gewandhausorchester di Lipsia. La serata del 10 dicembre si è aperta su Maria Anna, wach, in Nebenzimmer, sottotitolato Notturno für großes Orchester. Pagine del compositore, poeta e saggista di origine lettone residente a Berlino, Jüri Reinvere, dedicate a Maria Anna, letteralmente “sveglia nella stanza accanto”, sorella maggiore di Mozart, il cui grande talento rimase pressoché nascosto. Quindici minuti circa di musica che rimanda ad un’atmosfera dominata da profonda inquietudine in cui la compagine orchestrale ha dato ovviamente prova di estrema versatilità e cura del dettaglio, facendosi efficace tramite dell’idea musicale di Nelsons. A seguire è stata la volta del Konzert für Trompete und Orchester, op. 94, di Mieczyslaw Weinberg, compositore russo di origine polacca, eseguito dal trombettista svedese Håkan Hardenberger. La scrittura, ricca di rimandi a Khachaturian così come a Shostakovich, oscilla tra momenti di funambolico virtuosismo ed altri di intenso e struggente pathos. Ma, dopo una breve pausa, giunge l’atteso momento de Le Sacre du printemps di Igor Strawinsky nella versione datata 1947. La compagine orchestrale tedesca ne propone un’interpretazione che, senza eccessi, perfettamente richiama echi e suggestioni della tradizione russa. Un’essenza sconvolgente, innovativa quanto dirompente e violenta, resa da colori accesi e contrastanti che, tra momenti di frenesia e travolgente energia, chiaramente emergono nell’intensa lettura, dalla straordinaria precisione, espressività e duttilità, di un ensemble di fuoriclasse che mai delude.

Andris Nelsons e i Berliner sfidano la neve e il Covid