Accademia di Santa Cecilia: per Beatrice Rana e Antonio Pappano diretta e live streaming sui canali


Performance a porte chiuse, assenza di artisti stranieri, dirette radio e streaming: i “termini chiave” di questo annus horribilis, ribaditi già dal precedente dpcm del 26 ottobre, non concedono tregua alle programmazioni di concerti e spettacoli. L’equilibrio alchemico tra la rimodulazione dei palinsesti e la garanzia di assoluta qualità diventa dunque una sfida complessa, cui l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia risponde con il coinvolgimento di interpreti raffinati e di primissimo livello sulla scena internazionale. Come Beatrice Rana, pianista salentina impegnata questa sera nel Concerto per pianoforte e orchestra in la min. op. 54 di Schumann, insieme all’Orchestra dell’Accademia di Santa Cecilia sotto la direzione di Antonio Pappano (qui ritratti durante le prove presso la Sala Santa Cecilia).

Il Concerto, composto tra il 1841 e il 1845, dedicato a Ferdinand Hiller ed eseguito per la prima volta al Gewandhaus di Lipsia sotto la direzione di Felix Mendelssohn, fu da taluni considerato «il piu romantico dei concerti pianistici di tutta la letteratura musicale» e certamente uno dei più felici momenti dell’invenzione musicale schumanniana, in virtù della freschezza dell’Allegro iniziale (nato in origine come Fantasia per pianoforte e orchestra), ma anche dell’affettuoso e intimistico Intermezzo e dell’impetuoso Allegro vivace conclusivo.

Il programma prosegue poi con la Kammersymphonie op.9 di Schoenberg, scritta nel 1906 e considerata dallo stesso compositore un punto di rottura con il passato, non ultimo per la rinuncia a grandi compagini orchestrali, in favore di un insolito organico cameristico di quindici strumenti, trattati anche solisticamente (una seconda versione, quasi un «ripensamento» per grande orchestra, venne confezionata dal compositore trent’anni più tardi). In un unico movimento, la sinfonia da camera si compone di cinque momenti (LangsamSehr raschViel langsamer, aber doch fliessend – Viel langsamer – Etwas bewegter) senza soluzione di continuità.

Chiude il programma la Sinfonia in re maggiore n. 35 K 385, che deve il nome di “Haffner” al suo committente. L’opera infatti, composta a Vienna nel luglio 1782, fu inizialmente concepita come serenata per la nobilitazione di Sigmund Haffner, membro della potente famiglia salisburghese per la quale nel 1776 aveva già scritto la Serenata K 250. La seconda serenata venne successivamente sottoposta ad alcuni rimaneggiamenti dallo stesso Mozart, tra cui la soppressione della Marcia iniziale (oggi inserita nel catalogo Köchel come 385a) e di uno dei due Minuetti (andato perduto), raggiungendo, nella forma attuale, massima popolarità.

In assenza di pubblico, quindi, il concerto sarà trasmesso in diretta radiofonica su Rai Radio Tre, in live streaming su Raicultura e in differita mercoledì 18 novembre alle 21.15 su Rai 5. Beatrice Rana, da sempre molto legata a Santa Cecilia, alla sua Orchestra e al suo direttore musicale, sarà nuovamente protagonista sul palco dell’Accademia  nel mese di marzo con il Secondo concerto in do min. op. 18 di Rachmaninov.

Info: raicultura.it

Silvia Del Zoppo da www.amadeusmagazine.it

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